Gentile Dr. Pedetta, soffro di un affollamento dei denti fin da tenera eta'. Fra gli 8 e i 12 anni ho eseguito un trattamento di ortodonzia, negli anni successivi la situazione e' andata lentamente peggiorando. Il mio palato e' stretto, gli incisivi inferiori sono completamente disallineati e sovrapposti e dei superiori uno sporge considerevolmente nel lato destro. Il morso nel lato destro e' disallineato. Ho iniziato inoltre a soffrire di malattia parodontale ed un esame tomografico ha evidenziato perdite di osso rilevanti. Nonostante questo i miei denti sono ancora robusti, ho 40 anni. Un professionista molto accreditato nel paese in cui vivo (Cile) mi ha consigliato un trattamento di ortodonzia con estrazione dei premolari. Ho cercato alternative che mi permettessero di evitare le estrazioni sia in Italia che altrove, ed ho fatto fare studi da altri ortodonzisti. Uno di questi mi ha proposto l'utilizzo del metodo Demon con nessuna o forse una estrazione. Tornato dal primo medico questi mi ha sconsigliato in modo categorico qualsiasi soluzione che non prevedesse estrazioni perche' troppo rischiosa per la stabilita' dei miei denti a causa delle condizioni ossee a rischio, ritenendo preferibile nessun trattamento ad un trattamento senza estrazioni. Le mie domande sono allora le seguenti:
- esistono casi in cui ancora oggi le estrazioni sono indispensabili, il mio potrebbe essere uno, oppure le estrazioni possono e devono essere evitate sempre?
- avendo come obiettivo la salute dei denti e la loro longevita' e' consigliabile una ortodonzia con estrazioni oppure e' meglio non fare niente limitandosi ad uno stretto controllo peridontale?

La ringrazio molto per la sua opinione.

Gent.le Sig. Leonardo,
da quanto mi scrive, credo che il suo sia una caso estrattivo. Le estrazioni dentarie non devono essere viste come il male da sfuggire in assoluto e a volte sono la soluzione ad un caso difficilmente affrontabile in modo diverso. Dunque, non avrei dubbi ad effettuarle per risolvere un caso complesso come il suo. Tuttavia, è anche vero che ultimamente sono apparsi sul mercato dei nuovi apparecchi autoleganti che possono consentire il recupero di molto spazio in arcata e che per questo , a volte, vengono indicati come risolutivi in casi come il suo. A tal proposito (anche i Damon sono autoleganti) devo dirle che queste apparecchiature di ultima generazione (io ho usato già più di dieci anni fa, i primi apparsi sul mercato, gli Speed) possono, in mani non esperte e nel caso sbagliato, creare molti danni al parodonto. In particolare possono creare un espansione dell’arcata (e quindi molto spazio per i denti) ma a danno dei tessuti di sostegno dei denti. Nel suo caso, bisognerebbe vedere di che tipo di parondontopatia soffre e vedere se ha delle recessioni gengivali diffuse. In tal caso, le estrazioni sarebbero la via maestra. Per cercare di arrecare meno danno al parodonto, è possibile, oggi, applicare una metodica chirurgica di osteotomia con il piezosurgery. Ritengo tuttavia che, anche se le strade per la “non estrazione” oggigiorno siano molteplici ed efficaci, a volte bisogna ricorrere alle vecchie estrazioni e risolvere semplicemente un caso che rischierebbe di diventare non controllabile. Spero di non averle creato ulteriori dubbi, ma se così fosse, le direi quello che il mio maestro, il Prof. Vanarsdall, usava dire a me:”meglio così!”
Cordiali saluti
Dr. Francesco Pedetta 

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