vai a Terapia delle Disfunzioni Temporomandibolari

Volevo un parere sul caso di mio figlio di 14 aa. Mio figlio ha iniziato terapia ortodontica con apparecchio fisso nel gennaio2005 (ragazzo con morso profondo). Nel settembre 2007 ha comiciato a dirmi di sentirsi "come incastrato" a livello dell'ATM sinistra e per liberarsi da questa sensazione in continuazione provocava un click aprendo la bocca(lo faceva di proposito per liberarsi ma subito dopo si sentiva incastrato di nuovo e lo rifaceva).

Il dentista dal quale era in cura diceva che non era nulla e gli mette degli elastici che non fanno altro che peggiorare la situazione.Gli capitano nel frattempo 3 episodi durante i quali mi riferisce di non riuscire ad apire bene la bocca.

Lo porto a Milano da uno gnatologo che in un attimo mi dice che ha un 'click'e deve mettere un bite urgentemente. Gli fa fare subito le lastre dell'Atm a bocca aperta e chiusa referto:non alterazioni osteostrutturali, dislocazione inferiore e retrusione del condilo destro, retrusione del condilo sinistro con lieve dislocazione inferiore, tende a maggior ampiezza l'escursione in massima apertura della bocca soprattutto a sin. Dopo una settimana sono pronti i due bite uno sup per la notte ed uno inf per il giorno che deve tenere anche mentre mangia.

Viene fatta ancora rx con bite contro mio parere (non ne ero stata informata). Deve tenere questi bite che non ha mai più tolto fino circa a giugno e alla fine bisognerà fare una lastra di controllo (penso non gliela farò fare) e poi passare ancora alla terapia ortodontica. Se avrà avuto la pazienza di leggere tutto il messaggio le chiedo un parere,sono necessarie tutte queste lastre,è possibile tenere il bite anche mentre si mangia?

Se per cortesia visto che lei visita in Toscana non conosce qualcuno a Milano o in Lombardia a cui indirizzarmi Grazie cordiali saluti G. M. (Crema)

 

Gentile Signora,
ho letto con attenzione la sua lettera. Da quello che mi scrive posso desumere che suo figlio, durante il trattamento ortodontico, sia incorso improvvisamente in segni e sintomi di una disfunzione temporomandibolare (DTM).

Come la letteratura ha spesso dimostrato, l’ortodonzia non è la causa del problema, che sicuramente era già presente, almeno in forma subclinica e che è stato poi slatentizzato durante la terapia. Gli elastici intraorali, che suo figlio portava, potrebbero proprio essere stata la causa della manifestazione dei sintomi; infatti, quando c’è un problema articolare, questi sono mal tollerati e vanno interrotti quanto prima. Visto comunque che le cose non sono nel frattempo migliorate e che suo figlio è rimasto addirittura con la mandibola bloccata, ha fatto bene ad intraprendere una cura gnatologica mediante bite.

Da quanto mi dice, credo di aver capito che suo figlio abbia fatto delle “radiografie” a bocca aperta e chiusa (transcraniali) e che nel referto abbiano riportato la posizione del condilo rispetto alla fossa articolare (in particolare, il condilo appare spostato verso il basso…..). Nessuna indagine strumentale è stata invece effettuata per fare una diagnosi del disturbo temporomandibolare presente, che, ipotizzando, dovrebbe essere una incordinazione condilo-meniscale con riduzione ed episodi saltuari di blocco articolare in chiusura (locking acuto). Tale diagnosi si fa, oltre che all’esame clinico ed anamnestico, con l’ausilio della Risonanza Magnetica che rimane ad oggi, l’esame di routine nelle disfunzioni temporomandibolari, essendo in grado di evidenziare, oltre alle strutture ossee, anche i tessuti molli ed in particolare il menisco articolare.

Per questo ha ormai soppiantato l’uso delle lastre transcraniali, che permettono solamente di evidenziare i tessuti ossei senza dare un quadro della situazione intrarticolare, vero teatro della disfunzione da incordinazione meniscale. In base alla Risonanza Magnetica, dicevo, andrà impostata una terapia, che comunque farà uso di bite. Come avrà certamente letto nel sito, nella sezione dedicata ai disturbi temporomandibolari, ci sono numerosi tipi di bite, anche a seconda delle diverse scuole, ma solo pochissimi sono quelli adatti nel suo caso e devono essere maneggiati da mani esperte. Riguardo alla sua domanda se conviene portare sempre il bite, anche quando si mangia, le rispondo che questo lo si fa solamente nei casi di locking (blocco articolare) acuto, quando, se non si portasse il bite, la mandibola si bloccherebbe di nuovo, alimentando così la disfunzione ed aggravandola notevolmente perché la trasforma in cronica.

Anche quei pazienti che soffrono di dolori nella zona delle articolazioni o dei muscoli della masticazione, portano sempre il bite, senza che il medico glielo chieda, in quanto senza bite stanno malissimo. Nelle altre situazioni, direi che si può certamente essere meno esigenti ed evitare di portare il bite durante i pasti e a volte può bastare la notte, ma naturalmente va visto da caso a caso.

Quando capita una situazione come quella che è capitata a suo figlio, nel mezzo di una terapia ortodontica, conviene a volte, smettere l’utilizzo degli elastici e vedere se il paziente migliora per poi portare a termine la terapia senza perdere tutto il lavoro fatto fino a quel momento. Si può anche fare un bite senza togliere l’apparecchio e farlo portare solamente fino al superamento della fase critica. Come vede, in base all’esperienza di ognuno, si può affrontare il caso in differenti maniere.

All’ultima delle sue domande, ossia chi le potrei consigliare per far seguire suo figlio, purtroppo non so darle dei nomi, anche su Milano, essendo la terapia gnatologica un campo molto delicato che richiede al tempo stesso esperienza e conoscenza e non vorrei sbilanciarmi su un nome o l’altro. Faccia le sue ricerche e non esiti a rivolgeri al miglior professionista che riesce a trovare; ne rimarrà sicuramente soddisfatta.

Cordiali saluti Dr. Francesco Pedetta

Studio Dott. Francesco Pedetta Tel. 050/9711094

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