Gent.mo dottore,

A mia figlia di 10 1/2 è stato diagnosticato un morso profondo di 2a classe. L'ortodonzista che la visita da ormai 2-3 anni ci ha sempre detto che bisognava aspettare che finisse la permuta, per poi intervenire con un apparecchio fisso. La bambina è precoce e ha quasi finito la permuta (sta mettendo i settimi), e consultando altri specialisti, prima di affrontare una spesa non indifferente, ci siamo trovati di fronte a pareri divergenti.

Uno dice che sarebbe una follia mettere subito l'apparecchio fisso ma che bisgona prima intervenire con uno mobile per poi passare a quello fisso.

Un altro dice che ormai è troppo tardi per mettere l'apparecchio mobile, consigliandoci l'apparecchio fisso contemporaneamente all'uso del cosiddetto baffo per la correzione scheletrica (parlava anche di intrusione). La mia domanda è se davvero è troppo tardi per mettere prima l'apparecchio mobile e poi quello fisso?

Il Suo approcio quale sarebbe? La ringrazio di essersi preso il tempo di leggere il mio messaggio e spero che mi risponderà.

Cordiali saluti, Stephanie

 

Gent.le Signora,

capita sempre più spesso che si possano avere opinioni divergenti su terapie anche apparentemente semplici. Gli approcci che si possono adottare in Ortodonzia, come anche in altre branche della Medicina, sono infatti molteplici e a volte contrastanti.

Al paziente non rimane che mettersi nelle mani dell'uno o dell'altro specialista, sperando che la soluzione adottata possa essere la migliore.

Nel suo caso, esprimendo il mio parere e facendo mentalmente una sintesi di tutte le considerazioni che possono essere fatte sulla cura delle seconde classi, sulla presenza dei secondi molari, sull'età di trattameno che non è più precoce, sull'efficacia degli apparecchi mobili miofunzionali etc etc, potrei darle il consiglio di cominciare subito una terapia fissa.

Suggerirei infatti di cominciare al più presto, viste le note difficoltà di correzione della seconda classe in dentizione permanente.

Consideri che in paesi come gli Stati Uniti, tra i primi al mondo nel trattamento ortodontico, non vengono praticamente più usati gli apparecchi mobili.

In Italia, come in Europa, per motivi di tradizione, c'è una certa resistenza ad abbondarli del tutto. Io stesso li utilizzo ma molto raramente, preferendogli di gran lunga il trattamento fisso.

Anche tra gli apparecchi fissi, d'altronde, ve ne sono di buoni e di "cattivi"; la cura infatti dipende da numerosi fattori che spesso riguardano la sequenza del trattamento e la biomeccanica adottata. 

Lo specialista, a seconda della propria impostazione, sarà in grado di effettuare cure più o meno lunghe, più o meno efficaci, a volte con estrazioni e a volte senza.

E' praticamente impossibile, per un paziente, avere un quadro completo delle possibilità terapeutiche in Ortodonzia; quello che conviene fare è rivolgersi  al miglior operatore che si riesce a trovare  e che vi trasmette fiducia.

Dr. Francesco Pedetta

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