Placca di michigan (bite)

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L’idea che è stata alla base della terapia è quella di impedire ai denti di entrare in contatto tra di loro, in modo da svincolare la mandibola e l’articolazione temporo-mandibolare da una posizione obbligata (dalla  masticazione) e potenzialmente patologica. In effetti, la mandibola, svincolata dall'occlusione, è libera di seguire le forze muscolari che piano piano la guidano verso una nuova posizione, più fisiologica e di riposo.

in alcuni pazienti è ’ della massima importanza portare la placca tutto il giorno perché i recettori neuromuscolari sono molto sensibili ad hanno una memoria molto sviluppata: appena si chiude la bocca, portando i denti in contatto, essi registrano la posizione, che rimane in memoria per diverso tempo, impedendo alla mandibola (e quindi all’articolazione) di portarsi piano piano verso una posizione terapeutica. Per questo viene chiesto di non chiudere i denti tra di loro nemmeno al momento di spazzolarli, ma di farlo a bocca aperta.

Viceversa, se si porta la placca di Michigan per tutto il giorno, questa consentirà degli spostamenti graduali della mandibola, in direzione della posizione terapeutica. Gli appuntamenti di controllo servono proprio a registrare la nuova posizione mandibolare e ad equilibrare la placca in moda da mantenere le caratteristiche gnatologiche necessarie perché funzioni.

Solo quando la mandibola non si sposterà più e pertanto avrà raggiunto la posizione terapeutica per la stabilità (posizione di centrica), si valuteranno le possibili terapie necessarie per l’ottimizzazione dell’occlusione nella nuova posizione mandibolare.

In altri pazienti, la placca potrà essere portata solo di notte, in modo da impedire le abitudini viziate (bruxismo) e da dare stabilità alla masticazione. Anche l'aumento della dimensione verticale che essa comporta, può aiutare alla risoluzione della sintomatologia dolorosa.

Durante la terapia gnatologica con la placca di stabilizzazione, è molto importante ricorrere all'aiuto di un fisioterapista specializzato in Disturbi dell'articolazione Temporo-Mandibolare anche per cercare di alleviare la sintomatologia dolorosa di origine muscolo-scheletrica. 

costruzione della placca di Michigan (a cura della Dott.ssa Selina Cellini)

Il bite di più largo impiego è la placca di Michigan. Si tratta di un dispositivo realizzato in resina dura, con superficie liscia, senza rilievi occlusali.

Il bordo linguale dell'apparecchio si estende per 10-12 mm dall'orlo gengivale dei denti lungo tutto il settore linguale dell'arcata, in modo tale che la lingua non "giochi" con il margine del bite.Il bordo labiale dell'apparecchio termina tra i terzi incisale e medio dei denti anteriori (l'orlo attorno ai posteriori può essere un po' più lungo). E' comunque più prudente farsi lasciare il bordo un po' più lungo dal tecnico, in modo tale da accorciare gradualmente i bordi, se l'apparecchio non si adatta perfettamente in bocca. Deve essere ben lucidato, in modo da non creare irritazione alle mucose e consentire un'igiene adeguata, eccetto che sulla superficie occlusale, per visualizzare meglio il segno della cartina articolare.

Per la corretta realizzazione del bite, occorre prendere le impronte in alginato e il morso in cera in occlusione abituale.
Ai fini del risultato terapeutico, è indifferente applicare il dispositivo all'arcata superiore o inferiore; tuttavia, il bite superiore presenta alcuni vantaggi: garantisce una maggiore stabilità, copre una maggior quantità di tessuto, ottenendo così una maggior ritenzione, comporta minor pericolo di rottura ed è anche più versatile, permettendo di ottenere contatti antagonisti in tutte le relazioni scheletriche e molari. Nei pazienti di II e III classe, per esempio, è spesso difficile ottenere contatti anteriori e una guida adeguati con un apparecchio mandibolare. L'apparecchio mascellare aumenta la stabilità, poichè i contatti mandibolari avvengono su superfici piane, condizione che, specie nei settori anteriori, non si può ottenere con dispositivi mandibolari. I vantaggi del dispositivo mandibolare consistono soprattutto nella maggiore facilità a parlare e nell'estetica migliore, perchè sono meno visibili.

L'apparecchio occlusale viene provato intraoralmente e deve risultare ben adattato contro i denti mascellari e offrire una buona ritenzione e stabilità. I movimenti delle labbra e della lingua non devono spostarlo e, in qualsiasi punto vengano applicate pressioni, l'apparecchio non deve inclinarsi o muoversi. Se i bordi dell'apparecchio sono ben accostati alla giunzione dei terzi medio e incisale delle superfici dentali, la ritenzione risulterà adeguata.

Se l'apparecchio non aderisce bene ai denti o la ritenzione è scarsa, possiamo ribasarlo intraoralmente con resina trasparente autopolimerizzante (ad esempio, con resina Orthojet della Lang). Si mette della vasellina liquida sui denti per isolarli (la vasellina in gel fa spessore). Per favorire l'adesione della resina al bite, si mette il monomero sulla parte interna del bite, quindi si applicano sull'apparecchio 1-2 mm di resina acrilica, e quando questa inizia a diventare viscosa, l'apparecchio viene applicato sui denti del paziente; con una sonda, si elimina la resina in eccesso dalle aree labiali interprossimali e, prima del completo indurimento della stessa, cioè dopo circa 2 minuti dall'applicazione, il bite viene estratto e reinserito diverse volte, per rompere i setti interdentali, che darebbero una eccessiva ritenzione (soprattutto nei casi di disallineamento dentale) e si aspetta ancora qualche minuto. Appena la resina diviene calda, si estrae l'apparecchio dalla bocca e si mette in acqua calda per favorire l'indurimento della resina. Infine si rifinisce e lucida il bite con gomme grigie da resina.

Caratteristiche occlusali della placca di Michigan:

  • assenza di caratterizzazioni di superficie che potrebbero interferire con i movimenti mandibolari;
  • presenza di contatti uniformi e puntiformi in relazione centrica; i contatti posteriori devono essere più accentuati degli anteriori (gli incisivi devono solo sfiorarsi)
  • presenza delle guide canina e incisiva per l'eliminazione delle interferenze sul lato bilanciante e di lavoro.

    La guida canina deve avere un'angolazione di 30-45° rispetto al piano occlusale per consentire un passaggio uniforme e continuo dei canini durante le escursioni laterotrusive. Infatti, è importante che i canini abbiano un movimento libero e omogeneo sulla superficie dell'apparecchio, perchè un'angolazione troppo acuta della guida potrebbe limitare il movimento mandibolare e peggiorare lo stato muscolare presente.
    Per lo stesso motivo, la guida incisiva non deve essere troppo ripida.
    Lo spessore o dimensione verticale della placca dipende notevolmente dalla curva di Spee, dalla curva di Wilson, dai contatti sul lato bilanciante e dall'overjet:
  • più accentuata è la curva di Spee, maggiore è la dimensione verticale;
  • maggiori sono i precontatti sul lato bilanciante, maggiore è la dimensione verticale in corrispondenza delle cuspidi:
  • maggiore è l'altezza cuspidale, più sottile deve essere lo splint;
  • maggiore è l'overbite, più spesso deve essere lo splint per evitare l'intrappolamento degli incisivi mandibolari (nel caso di bite superiore)
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