Egregio Dottore,

sono una ragazza di 25 anni affetta da tempo da un dolore alla zona dell’orecchio sinistro e dei muscoli della masticazione.L’otorino mi ha detto che il problema non e’ di sua pertinenza perche’ non si riscontrano patologie a carico dell’orecchio. Mi ha consigliato di consultare un dentista specialista in gnatologia e cosi’ ho fatto.

Un suo collega gnatologo ( molto quotato dalle mie parti )  mi ha detto che il mio problema e’ causato da una malocclusione e prima di iniziare la terapia ortodontica devo sottopormi ad una serie di esami ( costosissimi !!) tra cui la chinesiografia e l’elettromiografia per valutare lo stato di salute dei miei muscoli e delle mie articolazioni.

Io sono laureata in  farmacia e memore degli insegnamenti dei miei professori universitari ho fatto una ricerca su PubMed e non ho trovato articoli  recenti che raccomandano l’uso di questi strumenti e la terapia ortodontica per la diagnosi e il trattamento dei disordini temporomandibolari. Ho fatto presente al suo collega gnatologo le mie perplessita’ e lui mi ha detto che i dati della letteratura non “fanno testo..quello che conta e’ la mia decennale esperienza clinica piena di casi risolti”.

A questo punto sono molto confusa perche’ vorrei risolvere questo problema ma non so cosa fare..e sinceramente il suo collega gnatologo non mi ispira molta fiducia.

Lei cosa mi consiglia?

La ringrazio anticipatamente

Chiara M.

 

 

Gentile Chiara,

ha sicuramente usato lo strumento piu’ adatto per documentarsi !. Le confermo che le piu’ recenti evidenze scientifiche e le linee guida, adottate nei piu’ prestigiosi centri internazionali, sconsigliano le terapie odontoiatriche come ortodonzia e protesi per il trattamento dei disordini temporomandibolari. Inoltre e’ stato ampiamente dimostrato che strumenti come la chinesiografia, l’elettromiografia, la sonografia, le pedane stabilometriche etc. sono INUTILI per la diagnosi dei disordini temporomandibolari. Sono strumenti che non hanno nessuna validita’ scientifica in ambito diagnostico e terapeutico; molte volte le persone che eseguono queste indagini risultano  “malate” e di conseguenza sottoposte a trattamenti costosi e inutili.

La diagnosi dei DTM e’ soprattutto clinica e deve basarsi su una accurata anamnesi e un dettagliato esame clinico da parte di un odontoiatra esperto. A volte sono necessari ulteriori esami come TAC, risonanza magnetica, esami ematochimici etc..che verrano richiesti di volta in volta dal medico dopo la prima visita. 

Il trattamento e’ conservativo e reversibile e  non sono necessarie terapie odontoiatriche come protesi e/o ortodonzia.

 

Distinti Saluti,

Dott. Massimiliano Di Giosia ,  (presso Studio Dr. F. Pedetta, Pisa, via Cavour, 4; tel. 050-9711094), Dr. Francesco Pedetta

 

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